Letizia Battaglia: un esempio di coraggio, libertà e giustizia

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Hanno fatto molto discutere sui social le affermazioni di Letizia Battaglia in un’intervista rilasciata a Giulia Santerini per Repubblica.

Gli uomini hanno combinato un sacco di pasticci, non solo a Palermo. Amministrano male, governano male. Inquinano molto, fanno le guerre, sono prepotenti. Ecco, per me devono esserci più donne a governare. Da donne. Non con il pensiero maschile. Non come una Meloni che governa come governano gli uomini

Ci si potrebbe fermare a queste parole e vedere Letizia Battaglia solo come un’ estremista o provare ad andare oltre per capire chi veramente sia Letizia Battaglia, la fotogiornalista italiana più famosa e premiata al mondo ma soprattutto una donna eccezionale, un esempio per tutt* di coraggio, libertà e giustizia.

Inconfondibile con i suoi capelli a caschetto colorati ora di un rosa pastello, Letizia Battaglia ha 86 anni ed è originaria di Palermo, città che la emoziona e sente sua fino alle viscere. Lei a Palermo non ci ha vissuto sempre. Quando stava altrove sentiva una forza che la spingeva a tornare e che la attirava a sé come una calamita. È stata la prima donna fotografo a lavorare per un giornale italiano, “L’Ora di Palermo”, per cui scattava foto in bianco e nero di denuncia sociale contro l’orrore della mafia. Foto tecnicamente imperfette, senza un'attenzione specifica alla luce ma bellissime, piene di verità. Siamo nel periodo degli “Anni di Piombo”, delle speculazioni edilizie del “Sacco di Palermo” e degli assassinii mafiosi. Ricordiamo quello di Peppino Impastato o quello di Piersanti Mattarella. Il suo è un mestiere scomodo, ma continua imperterrita a fotografare. Ma il suo dovere di testimone non si risolve qui perché tramite la sua macchina fotografica indaga e riporta su pellicola quel mondo fatto di sofferenza e di miseria attraverso i volti di tutt* i siciliani con l’intento di riportare a galla la verità. L’arte di Letizia Battaglia nasce dal suo impegno civico, dal voler rendere il mondo qualcosa di migliore, più puro e pulito. E la cosa bella è che questo impegno lo ha portato avanti con estrema naturalezza e onestà, senza vanità e senza il desiderio di fare del bene per mettersi in mostra.

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Prima di essere una fotografa, Letizia Battaglia è una donna che ha avuto il coraggio di combattere per conquistare sé stessa e “prendersi il mondo”, come enuncia anche il titolo della biografia scritta a quattro mani con Sabrina Pisu (Einaudi, 2020). Non è l’ambizione che l’ ha resa grande. A lei non è mai interessato diventare qualcuno, tantomeno una fotografa di fama mondiale. Lei voleva essere sé stessa, essere vera e raccontare la verità. La macchina fotografica, infatti, le è capitata tra le mani, quasi per caso, all’età di 39 anni, quando la sua vita sembrava aver preso una piega ben precisa. Da quel momento in poi la sua vita è cambiata per sempre. Il suo rapporto con la macchina fotografica si è fatto sempre più simbiotico. Attraverso questo mezzo espressivo, Letizia Battaglia, ha conquistato la libertà, come lei stessa più volte ha affermato nelle interviste. Quella che l’aveva portata a sposarsi all’età di sedici anni con uomo ricco come atto di ribellione contro il padre che libera non la voleva. 

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La bambina con il pallone, Palermo, 1980

Ha ormai abbandonato da tempo la sua attività di fotoreporter contro la mafia. Le ha fatto troppo male l’uccisione di Giovanni Falcone. Da quel momento non è più riuscita a fotografare tanta crudeltà. La sua amata Palermo non ce l’ha fatta a sconfiggere l’orrore della mafia e lei si è sentita schiacciata dalla consapevolezza di non poter far nulla e che la fine della mafia lei non l’avrebbe mai vista.  Ed allora ha cominciato a ritrarre la bellezza, unica possibilità di rivincita contro la crudeltà del mondo.  Ora ama fotografare le donne. 

“Perché il corpo della donna? Perché le donne sono belle. Le donne mi piacciono, mi piacciono tutte, mi piace la loro grazia, la loro forza, la loro femminilità e voglio raccontarla questa grazia, questa forza, questa femminilità in un modo diverso da quello cui siamo abituati. Voglio donare alle donne uno sguardo che non sia lo sguardo di un uomo ma lo sguardo di una donna che vede le altre donne per quello che sono. Che non le manipola. Che non le altera. Che non le fruga. Che non le influenza con le sue certezze su quello che dovrebbero essere”.

L’ultima battaglia di Letizia se ne avrà le forze, come racconta nella sua biografia, sarà proprio questa: mostrare al mondo come le donne abbiano il diritto e il dovere di governare, senza chiedere nulla a nessuno e senza doversi plasmare secondo il desiderio maschile. L’ultima battaglia che affronterà con la consapevolezza di fare qualcosa non per sé stessa ma per la collettività.

-Laura Vinciguerra-