Isole: una videoinstallazione a cura di Tommaso Strinati e Anna Budkova alla Villa di Massenzio

Si inabissano, riemergono lentamente, poi scompaiono di nuovo in un vasto mare.

Sono le isole che appaiono nella videoinstallazione ambientale ideata da Tommaso Strinati e Anna Budkova, racconto simbolico di quel senso di inquietudine e della voglia di cambiamento e rinnovamento insita in ognuno di noi in questo particolare periodo storico. Il progetto nasce in collaborazione ed è promosso da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura. 

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“Isole” si compone dai duemila bozzetti disegnati e colorati a mano da Anna Budkova, pittrice alla sua opera di esordio, e successivamente montati e animati con la tecnica dello stop-motion dal polistrumentista e videomaker Francesco Arcuri, che vanta collaborazioni con artisti quali Vinicio Capossela, Alessandro Mannarino e Luigi Einaudi.

Il luogo in cui si inserisce l'installazione, il Mausoleo di Romolo, più che fare da cornice, sembra essere parte integrante dell'opera e ci permette di riscoprire un’area archeologica poco conosciuta: la Villa di Massenzio sulla Via Appia Antica. Il dialogo armonico tra passato e presente non si esaurisce qui: lo scenario che appare nel video di “Isole” è quello della Roma antica e della Roma odierna, immaginate come un solo organismo vivo e dinamico anche se distanti nel tempo e profondamente diverse l’una dall’altra.

Le isole, infatti, non sono altro che frammenti della Forma Urbis severiana, la pianta della città di Roma imperiale, incisa su lastre di marmo e risalente ai tempi di Settimio Severo, che era collocata nel Foro della Pace. Sui frammenti superstiti delle lastre marmoree, che quindi rappresentano la Roma antica, invece delle sagome dei monumenti e delle strade della città dei Cesari si scorge la pianta della città della Roma odierna. 

Oltre a queste isole, appaiono due arcipelaghi che emergono e si inabissano nel mare: il primo è costituito dalle sagome dei parchi di Roma e il secondo dalle sagome delle Isole Cicladi nel Mar Egeo.  Il primo arcipelago è immaginario mentre il secondo è reale, a dimostrazione del fatto che nella poetica del frammento coesistono la percezione dell’immaginario  e del reale.

Il mare, uno dei fondamentali protagonisti dell’opera, in un ciclo continuo di morte e rinascita, trasforma, modella, allontana e poi riavvicina ciò che trova. La città di Roma che prima appare sommersa, non scompare ma si rigenera e assume nuove forme senza però dimenticare il passato, rappresentato dalle memorie degli antichi.

A farci immergere nell’opera è il rombo dei motori di un elicottero attraverso il quale immaginiamo di vedere lo spettacolo delle isole dall’alto, a bordo di un velivolo appunto.

Questa attenzione al paesaggio urbano e alla topografia non è nuovo in campo artistico. Cito la videoarte di Mario Sasso, pittore e video artista, che ha reso dell’immagine dello spazio urbano e della città un leit motiv della sua esperienza artistica (in Footprint si era servito proprio di una serie di immagini del nostro pianeta prese dal satellite).

Andare a vedere questa installazione è un’occasione per visitare un’area archeologica, poco fuori dal centro città, immersa nel verde e poco frequentata, esempio perfetto del connubio tra arte e natura.

-Laura Vinciguerra-

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Villa di Massenzio, Mausoleo di Romolo
via Appia Antica 153 - 00179 Roma
10 giugno – 8 agosto 2021
Orari: dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 16.00. La biglietteria chiude mezz'ora prima
Biglietteria: ingresso gratuito. Prenotazione fortemente consigliata.