VULVART N°2 Petites Luxures: l’erotico tra linea e spazio vuoto. Riempilo tu!

Prendiamo una manciata di linee, uno specchio e un gioco di parole. 

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L’erotico è servito, secondo la ricetta di Simon Frankart, graphic desinger parigino che nel 2004 ha dato vita al progetto artistico Petites Luxures. Un appetitoso mix tra disegno minimalista, oggetti apparentemente innocui e spazi vuoti come incastri tra linee scottanti. Intervalli di tempo che la mente cerca di colmare con le nostre fantasie. Quelle non dette, mai realizzate, e quelle che non avremmo mai il coraggio di ammettere a noi stess∂. Anche a questo serve l’arte, a tirare un sospiro di sollievo e a sentirci più liberi di pensare alla vita, al sesso. Senza doversi preoccupare di aver bagnato le mutandine. Da grande appassionato del cinema erotico italiano, Simon ha ideato una mostra celebrativa che ha abitato le stanze di Nero Gallery, minuziosa galleria nel cuore del Pigneto.

Siete ancora in tempo per visitare la mostra durante il closing party di oggi, con djset annesso fino alla mezzanotte.


Intanto per scaldarvi un po’, ecco la mia intervista a Simon Frankart, aka Petites Luxures.

Chi è Simon Frankart? Cos’è Petites Luxures e quando è iniziato il tuo progetto artistico?


Beh, Simon Frankart è un graphic designer che ama disegnare, anche se non è poi così capace! Il progetto Petites Luxures è stato lanciato quasi per gioco nel 2014, ma, dato che è cresciuto velocemente su Instagram, ho deciso di lavorarci a tempo pieno. Petites Luxures cerca di trovare nuovi modi per mostrare l’erotico, unendo giochi di parole al disegno minimalista, con linee frammentarie e un uso cospicuo dello spazio vuoto. Tutto ha avuto inizio con alcuni disegni postati sui social, ma adesso il progetto viaggia su più mezzi: libri, istallazioni, sculture e collaborazioni con brand. 


Il non-visto o il non-detto, cos’è più erotico?


Non-visto, non-detto…la parte più importante è quel “non”. La parte vuota che la tua mente cercherà di riempire, perché il cervello in azione e l’immaginazione sono i motori che si accendono per creare il desiderio. Devi lasciare spazio all∂ spettator∂, per farl∂ sentire liber∂ di creare la propria storia a partire da ciò che hai iniziato a descrivere tu. Troppi dettagli nell’immagine o troppa schiettezza nelle parole possono uccidere il desiderio in un istante. 


Qual è la connessione fra arte e sessualità? Come si influenzano a vicenda?


Questa è una lunga storia. Credo che, ogni volta in cui un mezzo sia stato creato per condividere immagini sia stato utilizzato anche per illustrarci sessualità e fantasie. L’arte stessa è spesso una questione di desiderio (e non per forza sessuale). Può fornirci le risposte alle nostre domande, può accendere in noi il desiderio stesso. Credo che ciò che alla gente piace dei miei lavori sia che talvolta descrivo delle scene crude, altre ancora ritraggo i soggetti in una veste dolce e spensierata. E un sacco di gente continua a dirmi che attraverso i miei disegni riesce a comunicare con il partner, inviando dei segnali che altrimenti non avrebbe il coraggio di rendere espliciti di fronte alla persona interessata. Quindi direi che l’arte crea desiderio e stimola le persone a parlarne sempre di più. 


Cosa ti ispira di più nel cinema erotico italiano? 


L’estetica, l’incredibile qualità della fotografia, le scenografie e i costumi, la musica. Ma anche il non-visto, di cui parlavamo poco fa. In alcuni film ci sono scene apparentemente normali che suscitano sentimenti incredibilmente erotici, servendosi semplicemente dei dettagli, come ad esempio il muoversi di una mano. In altri film, invece, come ad esempio La Chiave di Tinto Brass, la messa in scena è elegante e delicata e si alterna a scene molto esplicite. Caligola, ad esempio, non è poi così semplice da guardare!  


Quali sono i registi italiani più stimolanti per il tuo lavoro? Quali scene ti sono rimaste impresse?


Per questa istallazione mi sono fatto ispirare dai film di Tinto Brass e Pasolini, ma anche Roberto Malenotti, Salvatore Samperi. Paradossalmente, sono rimasto più colpito da scene non erotiche. Per esempio sono stato travolto dalla bellezza glaciale di Barbaba Cupisti ne La Chiave, anche se non ha nessuna scena erotica nel film. Stessa cosa per Susan Strasberg in Le Sorelle, o Teresa Ann Savoy in Salon Kitty. Rimango sempre colpito dalla bellezza delle attrici degli anni 60 e 70 e, di fatto, hanno ispirato gran parte della mia produzione artistica in questo decennio.  



Quando disegni, prendi ispirazione dalle tue esperienze sessuali, dai racconti di altre persone, o dai tuoi desideri erotici?


Sono spesso ispirato da soggetti non sessuali. Adoro prendere un elemento innocente, come ad esempio una tazza di caffè, una canzone, o la seduta di un teatro, e immaginare che ne esca fuori qualcosa di erotico. È la parte divertente del mio processo creativo. Mi annoierei moltissimo se dovessi disegnare qualcosa che è già erotico di per sé. Non avrei immaginazione e non sarei capace.


Qual è il tuo pensiero riguardo a come viviamo la nostra sessualità e a come viene considerato il sesso dalla società contemporanea?


Bella domanda. Credo che la questione sia molto personale e che ognuno abbia una propria percezione della sessualità. Ma la rapida crescita di alcuni mezzi di comunicazione in questi ultimi anni ha senz’altro iniziato una normalizzazione universale di cosa possa essere mostrato e cosa invece no. Trovo davvero pericoloso che 3-4 aziende, tutte geolocalizzate in una piccola parte della California, impongano un loro moralità al resto del mondo. Capisco che culturalmente negli Stati Uniti un capezzolo femminile possa essere un taboo, ma a loro volta dovrebbero capire che magari in Francia o in Italia non è un gran problema. Ovviamente mostrare un capezzolo è un gesto innocuo, ma i social media stanno forzando le nuove generazioni ad accettare che sia qualcosa di sbagliato. Questo perché la visione puritana americana del sesso tende sempre più all’universale. 


Credi che l’arte potrebbe farsi mezzo di distruzione dei taboo sessuali?


Lo spero davvero, ed è anche ciò che cerco di fare con i miei disegni kinky. Ma ovviamente dipende tanto anche dalla personalità dell∂ spettator∂. 


Secondo te, cos’è il sesso?


Un bisogno naturale, come dormire o mangiare. Può essere una bellissima occasione per divertirsi e provare piacere. Ovviamente se fatto nel rispetto dell’altr∂.


Cos’è l’erotico?


Beh, tutto può essere erotico. Tutto ciò che può stimolare, ciò che si annida nel tuo cervello, tra le tue budella, oppure nei pantaloni.



-Chiara Massaini-