“Entropia” estiva fiorentina alla Galleria Carta Vetra

Da cosa nasce cosa, diceva Munari, e il collettivo artistico “Eterotopie Dissidenti” lo dimostra. Questa primavera, sette giovani artisti si sono riuniti all’Hotel di Torre Guelfa a Firenze, svuotato dei consueti turisti. Claudia Di Francesco, Gianluca Braccini, Jonathan Soliman, Sofia Talanti, Silvia Muleo, Lilia Garifullina e Giovanni Bonechi hanno esposto i loro lavori in una mostra finale all’albergo, negli stessi spazi dove avevano concepito le loro opere e dove per mesi hanno portato avanti la loro residenza artistica, interpretando temi comuni secondo il proprio stile e la propria sensibilità. Le opere di Claudia Di Francesco, Sofia Talanti, Giovanni Bonechi e Lilia Garifullina riprendono il tema della fiorentinità.

Bonechi rimmagina alcune grandi opere dell’arte rinascimentale in un mondo pandemico: svuotata delle figure, la selva di “Battaglia di dieci uomini nudi del Pollaiolo” diventa un luogo onirico, un paesaggio già di per sé eloquente che diventa simbolo. 

Giovanni Bonechi, Selva

Talanti, invece, rivede il Marzocco: da antico simbolo del potere della città diventa simbolo della sua svendita. Un Marzocco “originale” ma frammentato rimanda a una città ormai disgregata, irriconoscibile. Mille statuette neon, una vetrina di piccoli Marzocchi tascabili stampati in 3D ricordano le vetrine dei souvenir. Un neon ampiamente utilizzato anche da Claudia di Francesco, le cui pitture mischiano elementi grotteschi e scene familiari in un linguaggio visivo che si legge quasi come un fumetto che racconta il caos moderno, l’alienazione di vivere in una nuova città e nei rapporti umani, il contrasto fra i cliché statici e beati e la violenza del reale.

Sofia Talanti, Stralci Marziani

La serie di pitture e disegni di Lilia Garifullina riprendono spesso il tema del labirinto: dai giardini uzbeki della sua infanzia ai giardini all’italiana, si ha proprio la sensazione che i labirinti dipinti da Garifullina sfumino in un ricordo, oppure che si ripresentino traslati nello spazio e nel tempo diventando puro concetto. Per Silvia Muleo, invece, i dettagli della camera d’albergo in cui è stata allestita la residenza artistica diventano concetto: una promessa di ospitalità, dettagli di una camera in cui si riflette l’ospite diventano soggetti spiazzanti, in una composizione di piccole cornici  che da inventario del reale diventa una serie in cui cerchiamo invece il riflesso, l’intero.

Lilia Garifullina, Giardini

Lilia Garifullina, Giardini

Silvia Muleo, Me Me Me

Silvia Muleo, Me Me Me

L’arte di Jonathan Soliman e Gianluca Braccini, invece, tratta una serie di temi disparati. Li accomuna un utilizzo di un nero grafico e quasi fotografico, mentre le sensibilità artistiche divergono. Braccini sceglie una serie di soggetti fra avvenimenti politici, nature morte e ombre, mostrando una realtà che diventa serie di icone. I soggetti di Soliman invece sono del tutto slegati fra di loro. Il realistico diventa qui assurdo, rimanda a una cornice narrativa implicita che viene del tutto affidata allo spettatore. 


Jonathan Soliman, Gianluca Braccini

La mostra, che è stata poi trasposta al Palazzo della Regione a giugno hanno portato anche alla nascita di un’associazione, il cui scopo è di creare un raccordo fra la Firenze del turismo di massa e l’arte contemporanea. Una fucina di idee che si riappropri degli spazi tramite istallazioni in spazi pubblici, che stanno già creando occasioni di scambio di idee e di incontri pubblici. 


L’associazione ha dato vita a una nuova residenza artistica di Jonathan Soliman, Gianluca Braccini e Claudia di Francesco alla Galleria Cartavetra in via Maggio 64R.

La mostra finale “Entropia” si terrà dal 2 al 10 settembre. La galleria è aperta da mercoledì a sabato dalle 15:30 alle 19.

-Irene Ivanaj -